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L'età Giolittiana

L’ETÀ GIOLITTIANA
Alla fine dell’ottocento, ormai esaurita la spinta ideale legata alla formazione dello stato unitario, permangono tanti problemi da risolvere ed una classe politica che ha fatto del trasformismo e del clientelismo il proprio metodo.
Nel 1904 Francesco Ciccarone diviene deputato, carica che manterrà fino al 1919, collocandosi in una posizione filogovernativa e, insieme a Luigi Nasci, costituisce un intraprendente binomio di potere che guida la città fino alla fine della Grande Guerra.
Dal punto di vista culturale varie sono le novità che si presentano in ambito cittadino, segnali di un effervescente mondo reale, non confinato in asfittici schemi politici, in sintonia con le tendenze più aperte della società italiana: si costituisce una nuova Società di Mutuo Soccorso (la prima di tendenze repubblicane era del 1864), che organizza validi corsi di disegno per artigiani; si costituisce la Stella Azzurra, circolo culturale di tendenza liberale che inizia una serie interessante di conferenze; la locale sezione del Tiro a Segno, sotto la dinamica guida di Gelsomino Zaccagnini inizia una più che decennale attività; sorgono ufficialmente i primi gruppi socialisti e anticlericali; vengono fondati, sotto la spinta di alcuni giovani presbiteri, il Circolo Culturale S. Filippo Neri e l’Unione Operaia Cooperativa “S. Giuseppe” a cui è aggregataTeatro_rossetti_platea la
Cooperativa Cattolica di consumo.
Momento particolarmente esaltante per tutta la cittadina è l’inaugurazione dell’impianto di illuminazione elettrica (1906).
Negli stessi anni, il Teatro Rossetti, simbolo della cultura vastese, subisce un totale rifacimento con la doratura dei palchi interni e gli affreschi dell’artista romano Federico Ballester.
Le rimesse degli emigranti permettono la costruzione di nuove abitazioni soprattutto in direzione nord ed ovest.
Si progettano nuovi assetti urbanistici per la piana del Castello, intitolata a Gabriele Rossetti, e si mette in atto la ristrutturazione della Corsea con arretramento del lato nord e successivo rifacimento monumentale delle facciate, in stile classico, su progetto dell’ingegnere Francesco Benedetti.
Lo stesso tecnico interviene in modo radicale sulla pericolante cattedrale, rafforzandone gli elementi strutturali e rinnovandone l’immagine in stile neogotico. Permangono irrisolti molti aspetti essenziali allo sviluppo di un centro moderno come il problema dell’approvvigionamento idrico, quello delle comunicazioni stradali e la realizzazione del porto a Punta Penna.

THE GIOLITTI YEARS
In 1904 Francesco Ciccarone becomes deputy and together with Luigi Nasci constitute an enterprising binominal power which is to lead the town up to the end of the Great War.
From a cultural point of view there are various novelties in the town area: a new mutual aid society is established which organizes valid courses in design for artisans; The Stella Azzurra Blue Star is set up as a cultural social club of liberal disposition which starts an interesting series of conferences; officially the first socialist and anticlerical groups rise up; The Cultural Club S. Filippo Neri and the Unione Operaia Cooperativa Workers’ Union Cooperative “S. Giuseppe” are founded. A particularly exciting moment for the whole town is the inauguration of the electric lighting system (1906).
In the same years, the Rossetti Theatre, symbol of the Vastese culture, undergoes a total reconstruction with the gilding of the internal stages and the frescoes of the Roman artist Federico Ballester.

 

 

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